La tutela dell’ambiente è un tema sempre più attuale. Il rapporto tra gli esseri umani e la natura ha avuto un ruolo centrale in tutta la storia dell’umanità, ma mai come oggi è stato tanto carico di aspetti critici. Lo sfruttamento energetico del pianeta ha prodotto e produce esternalità negative che minacciano l’equilibrio dell’ecosistema, con rischi per la salute delle persone e conseguenze per le generazioni future.

Allo stesso tempo la produzione di beni porta alla necessità di gestire rifiuti di diverso tipo: alcuni sono biodegradabili, altri devono essere riciclati, altri ancora sono classificati come scarti pericolosi. Se i rifiuti non vengono smaltiti nel modo corretto si verificano situazioni di emergenza nel paesaggio naturale che mettono a rischio l’ecosistema e il benessere della collettività.

Per questo il monitoraggio ambientale rappresenta una fase importante di ogni intervento che determini un impatto sul territorio. Si tratta di una serie di procedure di controllo messe in atto per ogni opera che è stata sottoposta a valutazione di impatto ambientale (VIA) al fine di ottenere l’approvazione da parte del Ministero dell’Ambiente o della Regione di competenza.

L’obiettivo del monitoraggio ambientale è confermare la precisione delle stime iniziali e verificare che non si instaurino impatti inattesi. In questo ambito i dispositivi SAPR (Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto), comunemente detti “droni”, costituiscono una nuova risorsa della tecnologia. Grazie alle dimensioni ridotte, alla velocità degli spostamenti e a un’autonomia sufficiente, un drone per ispezioni può svolgere interventi decisivi per fornire dati e immagini strategiche.

 

Ecco un breve sommario per aiutarvi nella lettura:

Un drone per ispezioni in ambito ambientale: discariche, bonifiche, siti contaminati

Un drone per ispezioni nelle fasi del monitoraggio ambientale

  Il monitoraggio

  La valutazione dei dati

  La gestione di criticità

  La comunicazione dei risultati

Fotogrammetria con drone per il monitoraggio ambientale

Un drone per ispezioni nelle discariche

Bonifiche: l’utilità di un drone per le ispezioni

Un drone per le ispezioni nei siti contaminati

L’uso dei droni nell’agricoltura di precisione

EGM96: droni per termografia, fotogrammetria e ispezioni

 

Un drone per ispezioni nelle fasi del monitoraggio ambientale

 

La valutazione di impatto ambientale (VIA) consiste in una serie di procedure che hanno l’obiettivo di prevedere e quantificare gli impatti ambientali di un’opera. I documenti che riassumono gli esiti della valutazione di impatto ambientale vengono esaminati dai funzionari dell’istituzione competente, che può essere il Ministero dell’Ambiente oppure la Regione. Dai dati emersi dipende l’approvazione o il rifiuto del progetto.

Se un intervento è stato sottoposto a valutazione di impatto ambientale, la normativa prescrive che siano poi messe in atto operazioni di controllo per confermare le previsioni sull’impatto di un’opera e per individuare tempestivamente eventuali impatti inattesi. In questo contesto si inserisce il monitoraggio ambientale, che viene realizzato in quattro fasi: il monitoraggio vero e proprio, la valutazione dei parametri, la gestione degli eventi avversi, la fase della comunicazione dei risultati.

Il monitoraggio

La fase del monitoraggio vero e proprio è quella in cui il drone per ispezioni può mettere in campo le sue potenzialità come strumento di prima scelta per controllare vasti territori e raggiungere punti d’osservazione inaccessibili all’essere umano. Consiste nell’attuazione di una serie di controlli periodici o continuativi con l’obiettivo di misurare parametri biologici, chimici e fisici indicativi della presenza di fonti di contaminazione e inquinamento.

Per effettuare le misurazioni necessarie alle verifiche può essere utilizzato un drone per ispezioni, opportunamente equipaggiato con strumenti adatti a rilevare i dati utili: telecamere HD o Ultra HD, fotocamere multispettrali, oppure termocamere radiometriche o non radiometriche.

La valutazione dei dati

Le misurazioni dei parametri biologici, chimici e fisici devono essere confrontate con i valori consentiti dalla legge e con le previsioni della valutazione d’impatto ambientale dell’opera.

La gestione di criticità

Se durante la fase del monitoraggio vero e proprio emergono valori di parametri al di fuori dei limiti di legge, oppure non previsti nella valutazione d’impatto ambientale, significa che è presente una criticità, che si sta determinando un impatto ambientale imprevisto.

La comunicazione dei risultati

I risultati delle attività di monitoraggio, di valutazione dei dati e di gestione delle eventuali criticità devono essere comunicati alle istituzioni competenti.

Fotogrammetria con drone per il monitoraggio ambientale

 

Una risorsa tecnologica che può essere utilizzata vantaggiosamente nel monitoraggio ambientale è la fotogrammetria con drone. La fotogrammetria è una tecnica che deriva dall’ampio campo della geomatica, cioè la disciplina che studia l’acquisizione e la gestione delle informazioni georeferenziate, quindi costituite dalle coordinate di una posizione in sistema di riferimento individuato. Viene utilizzata per la rappresentazione geometrica di contesti architettonici e paesaggistici. Permette di ottenere dati metrici di un oggetto (forma e posizione) attraverso l’acquisizione e l’analisi di coppie di fotogrammi stereometrici.

Le basi della fotogrammetria risalgano al XVIII secolo e si inseriscono in un contesto di sviluppo delle conoscenze della geometria descrittiva. A metà dell’Ottocento la fotogrammetria inizia a essere impiegata per realizzare mappe topografiche. Verso la fine del secolo sono organizzati i primi esperimenti di fotogrammetria aerea, attuati attraverso voli in mongolfiera. L’evoluzione della fotogrammetria si consacra successivamente ai rilievi in ambito architettonico. Oggi questa tecnica viene utilizzata anche per controllare discariche, aree da bonificare e diti contaminati.

La fotogrammetria con drone è l’ultima frontiera tecnologica di una tecnica fondamentale per il rilievo 3D da foto. Infatti, grazie alla tecnica della fotogrammetria aerea realizzata con un drone, è possibile ottenere rappresentazioni tridimensionali delle zone che devono essere studiate. Per questo scopo un ruolo decisivo è giocato dagli strumenti del digitale. A partire dalle ortofoto della fotogrammetria, software specifici riescono a creare costruzioni virtuali in 3D adatte a un’ispezione nel dettaglio dell’area, resa possibile dalla precisione millimetrica dei risultati.

Grazie ai droni, cioè i dispositivi SAPR, il rilievo 3D da foto permette una ricognizione dei luoghi sottoposti a monitoraggio ambientale ancora più minuziosa. Infatti, la fotogrammetria con drone si avvantaggia della possibilità di raggiungere punti di osservazione inaccessibili all’essere umano. Infatti, anche gli anfratti più angusti vengono raggiunti con facilità dai piccoli aeromobili a pilotaggio remoto.

 

Un drone per ispezioni nelle discariche

 

Un drone per ispezioni può essere utilizzato per controllare l’attività delle discariche. Infatti, attraverso la misurazione di alcuni parametri può essere valutato l’impatto ambientale dei siti di smaltimento di rifiuti. In questo caso costituiscono un’utile risorsa i droni utilizzati per la termografia delle aree interessate, una tecnica che permette di rilevare differenze di temperatura anomale, o anche di misurare le temperature assolute.

I droni per la termografia sono equipaggiati con speciali sensori a infrarossi, detti termocamere o telecamere termografiche. Si tratta di strumenti sensibili alla radiazione infrarossa. Grazie alle radiazioni che vengono rilevate possono essere ottenute delle mappe di temperatura delle superfici da analizzare. Le termocamere vengono classificate in radiometriche e non radiometriche. Le prime associano a ogni pixel delle immagini termiche un valore assoluto della temperatura. Al contrario, le seconde individuano semplicemente le differenze di temperatura.

Le termocamere non radiometriche generano immagini termiche in cui non è possibile associare a ciascun pixel un valore assoluto della temperatura. Infatti, questo tipo di sensori sono progettati per reagire all’energia termica che è posseduta da qualsiasi corpo abbia una temperatura maggiore allo zero assoluto, ma non misurano il valore assoluto della grandezza fisica.

Con l’uso di droni per la termografia possono essere evidenziate differenze di temperatura anomale e valori assoluti inattesi. Queste alterazioni sono segno della presenza di situazioni critiche, come fughe di biogas o ristagno, ruscellamento e trafilamento di percolato superficiale.

 

Bonifiche: l’utilità di un drone per le ispezioni

 

Per rendere un territorio fruibile, abitabile e produttivo possono essere necessarie diverse operazioni di bonifica. Possono essere necessarie procedure per intervenire su un terreno paludoso e renderlo coltivabile e salubre. Ci sono casi in cui si riscontra la necessità di ripulire il suolo da sostanze inquinanti oppure occorre lavorare per rimuovere materiali nocivi presenti in uno o più edifici.

drone per ispezioni beni culturali

In tutti questi casi può essere vantaggioso utilizzare un drone per le ispezioni, equipaggiato di telecamere HD e Ultra HD, così da ottenere immagini e video in 4K, cioè con una risoluzione di 4000 pixel in orizzontale. Una tecnica fruttuosa è la fotogrammetria con drone che permette di acquisire rilievi plano-altimetrici adatto a uno studio accorato del territorio su cui si va a intervenire.

Infine, i droni per la termografia si rivelano fondamentali in presenza di liquidi o materiali pericolosi per l’ecosistema e per la salute degli esseri umani.

 

Un drone per le ispezioni nei siti contaminati

 

Con l’espressione “siti contaminati” si fa riferimento a tutte quelle aree in cui è presente una concentrazione di sostanze nocive tale da alterare le matrici ambientali di suolo, sottosuolo e acque sotterranee. In queste condizioni il terreno rappresenta una minaccia per l’ecosistema e per la salute delle persone.

Ogni stato dell’Unione Europea ha adottato provvedimenti legislativi per far fronte alle minacce per l’ambiente costituite in particolare dai siti contaminati. Se ne contano circa 300.000, ma i criteri per identificarli sono diversi in ogni nazione.

In Italia la normativa è racchiusa nel Testo unico ambientale (decreto legislativo 152/2006), ma negli ultimi anni sono state emanate la legge n. 68/2015 sui reati contro l’ambiente e la legge n. 132/2016, che istituisce il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA).

Per svolgere tutte le verifiche necessarie alla valutazione di un sito contaminato è possibile avvalersi di un drone per le ispezioni. Infatti, i dispositivi SAPR rappresentano una soluzione vantaggiosa per abbattere i costi, ridurre i tempi del lavoro e raggiungere anche punti d’osservazione che sarebbero inaccessibili all’essere umano.

Per ottenere i rilievi topografici di un sito contaminato è possibile realizzare una fotogrammetria con drone, mentre la presenza di biogas e percolato viene individuata facilmente con droni per la termografia, opportunamente equipaggiati con telecamere termografiche. Infine, un drone per riprese fotografiche fornisce immagini e video in 4K grazie alla telecamera HD o Ultra HD integrata nel dispositivo.

L’uso dei droni nell’agricoltura di precisione

I droni danno un contributo decisivo in un altro ambito vicino al settore ambientale, quello dell’agricoltura di precisione. Lo sviluppo di un’attività produttiva di coltivazione in un terreno è spesso uno stadio successivo a operazioni di bonifica che hanno risanato il terreno, prosciugando paludi o rimuovendo materiale che rende il suolo inutilizzabile.

In particolare è possibile avvalersi dei droni nell’agricoltura di precisione, cioè in quel settore di produzione che si avvale delle tecnologie più all’avanguardia per intervenire sulle colture in modo mirato, sulla base delle effettive caratteristiche biochimiche del suolo.

I droni nell’agricoltura di precisione possono rispondere a diverse esigenze. In primo luogo, sono utili per monitorare le condizioni dei campi in modo veloce e a costi ridotti. Inoltre, i droni nell’agricoltura di precisione possono essere equipaggiati con fotocamere multispettrali che permettono di registrare le condizioni di ogni parte delle coltivazioni. Sulla base dei dati così ottenuti è possibile valutare con precisione le quantità di semi, concime e fitosanitari da utilizzare. In questo modo l’uso di pesticidi può essere ridotto al minimo indispensabile.

EGM96: droni per termografia, fotogrammetria e ispezioni

EGM96 è un’azienda specializzata in tutti quei servizi che possono essere erogati con l’ausilio di dispositivi SAPR, cioè Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, comunemente detti droni. Si rivolge a imprese, professionisti e alla pubblica amministrazione. Ha sede nella provincia di Milano, ma opera su tutto il territorio nazionale.

EGM96 si avvale di piloti certificati dall’ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile. Gli specialisti di EGM96 sono dunque competenti non solo sul piano tecnico, ma anche per quanto riguarda tutti gli aspetti normativi inerenti all’uso di aeromobili a pilotaggio remoto. Infatti, i droni sono dispositivi che occupano lo spazio aereo e possono impattare con oggetti, persone o velivoli. Per questo è necessaria un’adeguata preparazione per utilizzarli a livello professionale in tutta sicurezza.

Uno degli ambiti di specializzazione dei piloti di EGM96 è il settore ambientale. La società milanese è in grado di fornire servizi con droni per la termografia, la fotogrammetria e le ispezioni. Un drone per riprese fotografiche, adeguatamente equipaggiato con telecamera HD oppure Ultra HD può costituire il primo strumento utile per avviare controlli su un terreno contaminato, da bonificare o nell’area di una discarica.

Per avere tutte le informazioni dettagliate sui servizi offerti da EGM96 cliccare qui.

 

 

 

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