Il cambiamento climatico e l’associato riscaldamento globale rappresentano una sfida cruciale del nostro tempo. Per poterla fronteggiare con decisione è necessario attuare dei tagli netti nell’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera. Proprio la sovra emissione di CO2 è difatti la principale responsabile della intensificazione dell’effetto serra e del conseguente aumento medio delle temperature su scala globale.

Il cambiamento climatico sta già registrando un significativo impatto sulla Terra, causando tutta una serie di disastrosi effetti collaterali che spaziano dalla siccità all’aumento degli incendi, da fenomeni atmosferici di estrema violenza fino allo scioglimento dei ghiacciai. Non mancano poi serie ripercussioni sulla biodiversità, con un crescente numero di specie animali e vegetali sempre più a rischio di estinzione.

La modalità più immediata per combattere il cambiamento climatico passa chiaramente per la decarbonizzazione, riducendo rapidamente il consumo di combustibili fossili e adottando con altrettanta velocità le energie rinnovabili.

Nella transizione energetica, l’eolico occupa un ruolo di primo piano. In questo articolo focalizzeremo l’attenzione sull’attuale status dell’energia eolica in Italia e sul contributo dei droni nel settore energetico. Scopriremo in breve come viene trasformato il vento in energia dalle pale eoliche e ci soffermeremo sulla efficace azione che i droni svolgono nella manutenzione degli impianti eolici. Il tutto, gettando un po’ di luce su un dibattito particolarmente acceso nel nostro paese: quello dell’impatto ambientale dell’energia eolica.

 

Sommario dell’articolo:

Energia eolica in Italia: tutte le novità del settore

Come viene trasformato il vento in energia dalle pale eoliche

Impatto ambientale dell’energia eolica: il dibattito italiano

Produzione di energia eolica in Italia: primo semestre 2019 da record

Energia eolica in Italia: i numeri

Ispezioni delle pale eoliche con drone

Manutenzione degli impianti eolici: i tanti aspetti da considerare

Monitoraggio di un impianto eolico: cosa si può fare con un drone

Uso dei droni nella manutenzione degli impianti eolici

EGM96: specialisti nel monitoraggio di un impianto eolico con droni

 

 

Come viene trasformato il vento in energia dalle pale eoliche

L’uso dell’energia eolica trae le sue origini dall’antichità. Già nel 3000 AC i navigatori sfruttavano la forza del vento per muovere le proprie imbarcazioni a vela. Negli stessi anni nacquero anche i primi mulini a vento, utilizzati per macinare il grano. Oggigiorno l’energia eolica viene sfruttata per la produzione di elettricità. Ma come viene trasformato il vento in energia dalle pale eoliche?

Il principio è essenzialmente lo stesso dei vecchi mulini a vento. L’energia del vento viene utilizzata mediante apposite apparecchiature definite aerogeneratori, che sono composte da una turbina eolica collocata alla sommità di una torre di sostegno e da un generatore elettrico.

Le pale eoliche, fatte ruotare dalla spinta del vento, trasformano l’energia cinetica prodotta da quest’ultimo in energia meccanica. Il generatore collegato alle pale converte a sua volta l’energia meccanica creata dalla rotazione in energia elettrica.

Impatto ambientale dell’energia eolica: il dibattito italiano

Nel nostro Paese il dibattito sull’impatto ambientale dell’energia eolica è piuttosto vivace. Il focus è in special modo rivolto:

  • All’impatto visivo e paesaggistico;
  • All’impatto acustico.

●     Impatto paesaggistico dell’energia eolica

Soprattutto sul fronte estetico-paesaggistico l’approccio è decisamente complesso. C’è chi rimane infastidito dalla vista dei generatori eolici e per questo ne rifiuta ostinatamente la diffusione. C’è chi invece, pur essendo turbato dall’impatto visivo degli impianti, è comunque favorevole alla loro installazione perché cosciente del ruolo decisivo che questa tecnologia occupa nella produzione energetica a emissioni zero, quindi in campo di efficientamento energtico.

A prescindere dal proprio punto di vista personale, vale certamente la pena soffermarsi su un’ulteriore riflessione. Mentre ci si interroga sull’impatto paesaggistico degli impianti eolici, può apparire paradossale che si dia al tempo stesso per scontata la presenza massiccia di centrali a carbone, tralicci dell’alta tensione e numerose infrastrutture.

Volendo ragionare puramente in termini di consumo del suolo, basta considerare qualche dato. Solo nel periodo compreso tra il 1990 e il 2005, nel nostro paese sono stati cementificati 3 milioni di ettari di territorio. In base alle stime elaborate dall’ISPRA nel rapporto sul “Consumo di suolo in Italia 2018”, la cementificazione prosegue a ritmi incalzanti sottraendo alla natura 2 metri quadrati al secondo pari a 15 ettari al giorno. Un fenomeno che in molti casi sembra essere accettato passivamente, come se fosse assodato. Può risultare allora insolito puntare il dito contro l’installazione di turbine eoliche, soprattutto se si considera che vengono posizionate con crescente frequenza nei terreni agricoli, senza comprometterne l’utilizzo, o in mare aperto oltre l’orizzonte visibile dalle coste.

Indubbiamente, a contribuire alla diffusione di una certa diffidenza nei confronti dell’eolico sono state alcune esperienze negative legate ai primissimi impianti realizzati in Italia, progettati in alcuni casi in assenza di dialogo con le comunità locali. Ma il quadro attuale è sensibilmente mutato in meglio.

●     Impatto acustico dell’energia eolica

Altro tema su cui si focalizza il dibattito nostrano è la presunta rumorosità dei sistemi eolici, accusati di essere fonte di inquinamento acustico. In realtà, le attuali turbine eoliche a elevati livelli tecnologici sono molto silenziose. Si stima che a una distanza superiore ai 200 metri, il rumore della rotazione delle pale si confonda completamente con il rumore del vento che soffia tra la vegetazione circostante.

●     Vantaggi dell’energia eolica

A ben vedere quindi l’energia eolica apporta principalmente una serie di innegabili benefici sul fronte ambientale. Ricordiamo per esempio che:

  • A differenza delle energie fossili, il vento è una fonte inesauribile, disponibile e abbondante;
  • L’energia eolica non produce gas tossici;
  • La superficie su cui sono installati gli impianti può essere facilmente ripristinata.

All’elenco si aggiungono anche diversi vantaggi sul fronte economico e funzionale:

  • I costi di installazione e di manutenzione degli impianti eolici sono minori rispetto ad altre tipologie di impianti;
  • La decentralizzazione della fonte garantisce alla rete elettrica una maggiore resistenza e sicurezza contro le calamità naturali;
  • Il funzionamento degli impianti eolici non richiede nessun tipo di combustibile e non è di conseguenza soggetto all’inflazione;
  • Lo sviluppo dell’energia eolica riduce la dipendenza da fonti energetiche straniere, traducendosi in una maggiore sicurezza energetica a livello locale nonché in una diminuzione degli inevitabili costi che derivano dall’importazione.

Produzione di energia eolica in Italia: primo semestre 2019 da record

Ma qual è l’attuale quadro dell’energia eolica in Italia? In linea generale, nel primo semestre del 2019 si è riscontrato un calo sul fronte delle rinnovabili, con una domanda nazionale in leggera discesa. I dati più recenti del settore eolico sono tuttavia positivi, come riscontrabile nel rapporto mensile che Terna, uno dei principali operatori europei di reti per la trasmissione dell’energia, ha redatto per il mese di giugno 2019. Come si legge nel report, nel periodo gennaio-giugno la produzione di energia eolica in Italia ha registrato una significativa crescita.

Scendendo nel dettaglio, nel primo semestre del 2019:

  • L’idroelettrico ha coperto il 13,6% della domanda elettrica nazionale con 21,3 TWh (nel primo semestre 2018 era al 16,3%);
  • Il fotovoltaico ha soddisfatto l’8% dei consumi (nel 2018 era al 7,2%);
  • L’eolico, con i suoi 11,2 TWh, ha raggiunto i suoi massimi storici, garantendo il 7,1% della richiesta di energia elettrica (nel 2018 era al 6,1%).

La crescita dell’utilizzo dell’energia eolica in Italia trova un’ulteriore conferma nel bollettino trimestrale di inizio anno realizzato da Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che raccoglie i vari dati del sistema nazionale traducendoli nel cosiddetto ISPRED, l’indice sintetico della transizione energetica.

Da gennaio a marzo, l’eolico e il fotovoltaico sono cresciuti complessivamente del 24% rispetto allo stesso periodo del 2018. Un dato che si configura innegabilmente come una buona notizia sul fronte del processo di decarbonizzazione.

Energia eolica in Italia: i numeri

Nel 2018 la produzione di energia eolica in Italia si è attestata sui 17,3 TWh, un quantitativo sufficiente a coprire i fabbisogni domestici di 17 milioni di persone.

Grazie a questa tipologia di energia rinnovabile, lo scorso anno è stato possibile risparmiare circa 21 milioni di barili di petrolio, corrispondenti indicativamente a 10 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 in meno. Il quadro è incoraggiante ma resta ancora molto da fare nella nostra penisola.

Nell’autunno del 2017, l’Associazione europea dell’eolico WindEurope ha pubblicato i due report Outlook to 2020 e Scenarios for 2030, elaborati insieme all’italiana ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento). Come puntualizzato nei due documenti, l’eolico in Europa è destinato a registrare una crescita notevole. Si stima che nel 2020 l’energia eolica potrà arrivare a coprire il 16,5% della domanda elettrica europea, superando così l’idroelettrico e divenendo la prima fonte rinnovabile. Nel 2030, invece, gli 888 TWh generati dal vento soddisferanno il 29,6% dei consumi nel Vecchio Continente. Secondo i due report, tuttavia, l’Italia risulterà penalizzata rispetto al resto dell’UE. Colpevoli della situazione, in base a quanto denunciato da ANEV, i ritardi normativi che ostacolano il settore eolico nel nostro paese.

Da uno studio congiunto ANEV-UIL provengono inoltre dati estremamente significativi sul fronte dell’occupazione nel settore dell’energia eolica in Italia. L’eolico, infatti, non è solo sinonimo di energia pulita ma anche di lavoro. Si calcola che se in Italia dovessero essere installati 18.400 MW di impianti eolici, si contribuirebbe a incrementare l’occupazione di ben 67.200 posti di lavoro. Un ottimo motivo in più per puntare con decisione verso questa energia rinnovabile.

Ispezioni delle pale eoliche con drone

Dopo aver passato in rassegna l’attuale status dell’eolico nel nostro paese, è opportuno approfondire un altro aspetto di cruciale importanza: la manutenzione degli impianti.

Per poter massimizzare la produzione di energia è necessario realizzare periodiche ispezioni delle turbine eoliche e in generale un monitoraggio dell’impianto eolico nella sua totalità. Un’attività che non risulta particolarmente semplice, se si considerano l’altezza dei piloni nonché l’ampiezza geografica di taluni impianti. Impianti che, ricordiamo, sono spesso ubicati anche in contesti di difficile accesso, come per esempio il mare.

Entrano a questo punto in gioco i droni. Per le ispezioni delle pale eoliche in tempi rapidi e con estrema precisione, questi dispositivi sono ad oggi sempre più utilizzati.

Manutenzione degli impianti eolici: i tanti aspetti da considerare

Una corretta manutenzione degli impianti eolici prevede un ampio ventaglio di necessità specifiche che spaziano dalla messa in sicurezza della struttura fino ai controlli riguardanti lo stato di usura.

Non mancano inoltre esigenze più pratiche come l’ingrassaggio delle turbine affinché ne sia favorita la rotazione. Si tratta di una serie di attività che, prese nel complesso, garantiscono il funzionamento ottimale dell’impianto, contribuendo così ad assicurarne la massima resa energetica.

Monitoraggio di un impianto eolico: cosa si può fare con un drone

Gli apparecchi SAPR rappresentano la soluzione ideale per eseguire un efficace monitoraggio di un impianto eolico. Le ispezioni delle pale eoliche con drone permettono per esempio di identificare con grande velocità eventuali rotture, spaccature ed erosioni. Si può così agire con tempestività sul fronte delle riparazioni in modo da garantire un’adeguata conservazione strutturale. Ma non ci si limita a questo.

L’uso dei droni nella manutenzione degli impianti eolici consente di:

  • Rilevare malfunzionamenti elettrici altrimenti invisibili, attraverso metodiche quali la termografia strutturale con drone;
  • Riscontrare eventuali errori di assemblaggio nella struttura portante e nei suoi vari componenti, raggiungendo aree del generatore spesso pericolose per l’intervento di un ispettore;
  • Identificare danni nelle lame delle pale o nei vari ingranaggi;
  • Determinare con facilità la posizione dei guasti o delle varie problematiche, grazie all’acquisizione di informazioni georeferenziate;
  • Mettere in atto, equipaggiando i velivoli di appositi sensori, tecniche di fotogrammetria e di termografia con drone che permettono di rilevare differenze di temperatura e temperature assolute, indice di potenziali anomalie.

Uso dei droni nella manutenzione degli impianti eolici

Accanto alla già citata rapidità di intervento e alla messa in sicurezza degli operatori, l’utilizzo dei droni nel monitoraggio di un impianto eolico comporta una serie di ulteriori vantaggi. Tra i più rilevanti, si possono riscontrare:

  • Elevati livelli di precisione grazie ai dispositivi ad altissima definizione con cui sono equipaggiati gli apparecchi SAPR;
  • Abbattimento dei costi rispetto ad altre modalità di monitoraggio;
  • Immediatezza dell’intervento. Le immagini catturate dagli apparecchi SAPR in fase di ispezione sono trasferite in tempo reale e quindi visionabili istantaneamente;
  • Supporto all’ecosostenibilità. I droni non vengono infatti alimentati con benzina o altri combustibili, bensì con energia elettrica. Si tratta inoltre di apparecchi estremamente silenziosi da cui non deriva alcun genere di inquinamento acustico.

Tutti questi benefici, considerati nel loro insieme, rendono l’utilizzo dei droni per la manutenzione degli impianti eolici una prassi sempre più diffusa. Si stima inoltre che proprio l’uso degli apparecchi SAPR nel settore energetico determinerà un’ulteriore spinta propulsiva nell’affermazione dell’energia eolica in Italia e nell’intero territorio europeo.

EGM96: specialisti nel monitoraggio di un impianto eolico con droni

EGM96 è un’azienda specializzata nella fornitura di servizi realizzabili attraverso l’uso di apparecchi SAPR. Nella gamma dei tanti settori ricoperti, tra cui a titolo esemplificativo la fotogrammetria con drone e l’agricoltura di precisione con drone, ci occupiamo anche di affiancare le realtà impegnate nella produzione di energie rinnovabili, fornendo la nostra operatività con i droni per la manutenzione degli impianti eolici.

I nostri professionisti sono piloti selezionati con esperienza pluriennale alle spalle e tutti riconosciuti ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.

Per un preventivo senza impegno, contattaci o raggiungici nella nostra sede. Ci troviamo a Trezzano sul Naviglio in provincia di Milano ma siamo operativi in tutto territorio nazionale.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi